Sono felice di condividere con voi un estratto di una recente intervista rilasciata per la rubrica “I Calabresi nel mondo”, dove ho avuto l’opportunità di raccontare un po’ del mio percorso professionale e delle mie attività.
Come molti sanno, sono originaria della Calabria, ma da anni vivo nella Capitale, dove svolgo la mia professione di nutrizionista e insegno Scienze dell’Alimentazione nelle scuole superiori. È proprio a stretto contatto con i giovani che ho maturato una profonda consapevolezza: il rapporto con il cibo è sempre più condizionato da fattori esterni, spesso distorti.
🎧 Riascolta l’intervista
Giovani e alimentazione: tra mode, social e insidie
Oggi l’idea di “dieta” è spesso legata a restrizioni estreme, ideali estetici irrealistici e modelli promossi dai social. I ragazzi, influenzati da app per il conteggio calorico e video di “guru” improvvisati, finiscono per adottare comportamenti alimentari sbagliati e pericolosi.
Con la pandemia, purtroppo, la situazione è peggiorata. Molti adolescenti hanno iniziato a chiedere aiuto troppo tardi, aumentando il rischio di cronicizzazione di veri e propri disturbi del comportamento alimentare.
Anoressia, bulimia, binge eating… e anche troppo sport
Nel mio lavoro vedo ogni giorno situazioni complesse: dall’anoressia alla bulimia fino alle abbuffate compulsive. Ma c’è anche una crescente ossessione per la forma fisica, soprattutto tra i ragazzi: ore e ore in palestra, iper-controllo del corpo, desiderio di assomigliare a modelli irraggiungibili visti su Instagram o TikTok.
Anche se in passato si pensava che i disturbi alimentari colpissero prevalentemente le ragazze, oggi sappiamo che anche i ragazzi ne soffrono, spesso in silenzio.
Diete di moda: facciamo chiarezza
Durante l’intervista mi è stato chiesto cosa penso delle diete iperproteiche, chetogeniche o della famosa dieta Dukan. La mia risposta è sempre la stessa: ogni dieta ha un suo contesto clinico, ma quando viene seguita in autonomia, senza l’aiuto di un professionista, può diventare dannosa.
Un adolescente che vive un disagio legato al peso non ha bisogno di “una dieta”, ma di una rieducazione alimentare, di ascolto, di equilibrio. E magari anche di un po’ di attività fisica fatta con il sorriso, non con l’ossessione del risultato.
Il mio approccio: educazione, ascolto e… anche un po’ di cucina!
Oltre al mio lavoro da nutrizionista e docente, amo condividere consigli e ricette sane (ma gustose!) sul mio sito e sui miei social. Credo che cucinare con consapevolezza sia un bellissimo modo per volersi bene, e mi piace trasmettere questo messaggio soprattutto ai più giovani.





